Nato a Savona nel 1809 da una famiglia appartenente alla gente del popolo, trascorse in questa città quasi tutta la sua esistenza. Nei primi anni della sua giovinezza si trasferì in Piemonte ove studiò con profitto il flauto e poi, con particolare impegno, il violino. Prima di affermarsi come violinista, si distinse suonando lo strumento a fiato in un reggimento della Regia Armata e, in un secondo tempo, son i musici iscritti nei ruoli della Cappella della Casa Reale di Torino.

Tornato ancora in giovane età alla sua terra natale, si dedicò definitivamente al violino, l’uso del quale gli dette ben presto una meritata fama. Aveva una bella cavata, colorito vario, padronanza strumentale non comune dell’arco e una personale tendenza al fraseggiare espressivo. Il suo, si diceva ai suoi tempi, era un violino magico.

Passò in seguito alla composizione e all’insegnamento dell’arte ai giovani, pur non trascurando gli impegni professionali che in periodi diversi assolse nella nostra città. Oltre che direttore, per lunghi anni, della civica Scuola di Musica in cui dette prova di operosità infaticabile e di grande amore verso i giovani allievi, fu acclamato direttore di una Banda cittadina, violinista di spalla e quindi direttore  d’orchestra   al  teatro  comunale   “G.Chiabrera”   e   al 

Politeama Genovese. Fu anche primo violino dell’antica Cantoria del Duomo di Savona.

Nel comporre sapeva di non poter mirare alla grande arte: lasciava dettare al cuore, con semplicità, creando lavori melodici originali, di impronta classicheggiante, comunicativi, pieni talvolta di brio e contraddistinti da una strumentazione intelligente e accessibile.

Lasciò parecchie composizioni sacre, un numero grandissimo di ballabili e le piacevoli operette, non scarse di sensibilità teatrale: “I Ciarlatani”, “Le cantatrici villane” e la “Pianella perduta nella neve”, rappresentate con successo più volte in Piemonte e in Liguria. Meno nota è la sua opera "L'assedio di Alessandria", rappresentata il 29 maggio 1855 al Teatro Chiabrera.

Ma le composizioni che più delle altre testimoniano l’anima musicale e il talento inventivo del Maestro, sono la sua “Sinfonia Originale”, di cui si apprezzano la fattura e i diversi effetti, e "Saevo Saevo", uno dei più popolari mottetti espressamente scritto per la Processione del Venerdì Santo.

La figura del Forzano risaltò specialmente nel compito didattico: l’educazione musicale dei giovani, che tanto amava, fu lo scopo principale della sua vita. E di ciò lasciò commoventi testimonianze. Partecipò, sempre, con cantate patriottiche, ai saggi artistici tenuti annualmente nel Collegio della Missione e all’Accademia del Reale Collegio delle Scuole Pie in Savona.

Fu detto ch’egli era di “onestà antica e di esemplare modestia”, ricco di gentilezza e di giovialità: un artista insomma, abbastanza caratteristico e popolare. Ebbe l’amicizia di musicisti noti e di maestri che, nel secolo scorso, onoravano l’arte divina.

Logorato dagli anni e dopo una lunga malattia, si spense a Savona il 9 novembre 1888.

Ai suoi funerali partecipò tutta la città e la messa funebre fu celebrata in Duomo con l’esecuzione di musiche di un certo maestro Rossi, a cura della orchestra savonese diretta da quel grande musicista che, verso la fine dell'Ottocento, soggiornò parecchi anni in Savona: Giovanni Bolzoni, violinista di valore, compositore, direttore del Conservatorio di Torino e direttore d’orchestra assai richiesto.

Grande Sinfonia Originale - A.Forzano
00:00 / 00:00

Revisione del M°Andrea Oddone

Esecuzione del 23 dicembre 2010

Teatro Comunale G.Chiabrera

Saevo Saevo - A.Forzano
00:00 / 00:00

Registrazione amatoriale del 21 marzo 2016 durante le 

Prove Generali per la Processione del Venerdi Santo.

Teatro Comunale G.Chiabrera - M° Igor Barra

© 2015 by BANDA FORZANO